Tutela del territorio: il Parco di Portofino come occasione mancata e da recuperare

Parco di Portofino Dissesto idrogeologicoParco di Portofino Dissesto idrogeologico

La tutela di un territorio fragile come il nostro passava e passa, ancora oggi, anche dall’istituzione di un Parco nazionale di Portofino più ampio, capace di includere un’area vasta e omogenea sotto il profilo ambientale e idrogeologico.
Un progetto che in origine coinvolgeva 11 comuni, ma che oggi è stato ridotto a soli 3, svuotando di fatto una visione strategica di prevenzione e tutela.

Purtroppo i recenti eventi franosi a Casarza Ligure, Arenzano, Rapallo ed in Val Graveglia hanno dimostrato, ancora una volta, quanto il nostro territorio sia vulnerabile e quanto la mancanza di una pianificazione seria e coordinata continui a presentare il conto alle comunità locali.

Un esempio concreto di come si possa intervenire prima e meglio arriva dal Parco nazionale delle Cinque Terre, che ha recentemente finanziato 192 interventi per il recupero dei terrazzamenti agricoli, sostenendo il ripristino di circa quattro chilometri di muri a secco, fondamentali per la stabilità dei versanti e la riduzione del rischio idrogeologico.
Un bando costruito ascoltando il territorio, capace di includere anche terreni non più coltivati, di riconoscere interventi già eseguiti e di garantire tempi e risorse adeguate, con un investimento complessivo di 850 mila euro.

Tutto questo dimostra che la tutela ambientale non è un vincolo, ma uno strumento efficace di prevenzione, sicurezza e sostegno all’economia locale.

Eppure, l’estensione del Parco di Portofino è stata contrastata dalla Regione, da alcuni Comuni e persino da singoli soggetti, spesso in nome di interessi particolari.
Fa riflettere che alcuni di coloro che si sono opposti a una visione di tutela oggi chiedano l’intervento dello Stato per rimediare ai danni causati dal dissesto idrogeologico.

Come Impegno Comune, riteniamo che questa sia una contraddizione evidente.
Ci auguriamo che in futuro si possa riprendere il percorso di estensione del Parco, prendendo esempio dai risultati ottenuti dai nostri vicini delle Cinque Terre.

Aree come la Collina delle Grazie, oggi osservata speciale dal punto di vista del rischio, avrebbero molto da guadagnare dall’ingresso in un Parco nazionale, anche in termini di accesso a finanziamenti, manutenzione del territorio e sicurezza per i cittadini.

La domanda, a questo punto, è inevitabile e va posta con chiarezza:
sono più importanti gli interessi di pochi o la tutela del nostro territorio, della nostra incolumità e delle nostre proprietà?

Noi la risposta l’abbiamo data da tempo.

Impegno Comune
Davide Grillo